martedì 4 settembre 2012

Parole nell'etere.

E fanno anche eco.

Brutta bestia l'apatia, talmente brutta che pur di non sentirla addosso, appiccicaticcia com'è, faresti qualsiasi cosa. Anche aprire un blog.
Sarà il tempo che sta cambiando, sarà che oggi ho dato l'ultimo esame della sessione, sarà che la dieta mi rende particolarmente intrattabile. Sarà sarà saranno tante cose.
Sto scrivendo, consapevole del fatto che come molte altre cose questo blog rimarrà un progetto lasciato a metà. Metà, oddio, previsione ottimistica. Diciamo a breve.

E pensare che di cose da dire ne avrei anche, se parlassi tanto quanto scrivo e nascondo in cartelle impensabili del pc diventerei davvero logorroica.
Vorrei provare ad esternarle qui, la semplice idea che qualcuno potrebbe passare da queste parte e dirmi la sua, magari condividere o magari anche no, mi stimola e mi stuzzica.
Vorrei per una volta avere costanza, portare avanti un qualcosa senza che mi venga subito a noia, senza poi saltare ad altre momentanee passioni. Già solo pensare al fatto di essere al settimo giorno di dieta mi stupisce, nessuno sgarro. Giuro, neppure uno. Stento a crederci anche io, e nello stupirmi trovo nuova linfa per andare avanti.

Sono lentiggini e cellulite, sì.

Le lentiggini che mi ricoprono il naso e si stendono poco sotto i miei occhi mi mettono allegria da sempre. Da quando ho iniziato a realizzare che anche passandoci sopra la gomma non se ne sarebbero andate e quindi avremmo dovuto convivere. E sono arrivata a conviverci talmente bene che in ascensore mi sorprendo sempre più spesso a fare la boccaccia alla mia faccia riflessa, e ad arricciare il naso per giocare a farle scomparire tra le pieghe della pelle.
Ogni lentiggine è un capriccio, è un sogno, è un segreto. Capricci sogni e segreti che tengo nascosti come la mia cellulite.
Ce l'ho. Ce l'ho anche io come tutte le donne, perché cari uomini ricordatevi che la cellulite l'abbiamo tutte, chi più chi meno, e se qualcuna non ce l'ha è molto probabile che si tratti di un trans.
Fa male la verità, lo so.
Mi ritrovo a convivere anche con la cellulite da quando sono stata lasciata libera di girare per il mondo a bere vino.
Eh sì, brutta bestia anche l'abbandono. Ma si può sopravvivere, risollevando le sorti della kleenex, ballando fino a sentir tremare le gambe, piangendo cucinando un risotto, guardandosi un giorno allo specchio e non riconoscendosi più.

Vivere con la consapevolezza del male che si è provato e della capacità nascosta dentro di te di poter rialzarti e ricostruirti ti rende estremamente selettiva.
Sono una persona che si è disinnamorata. Ed una persona che si è disinnamorata è mille volte peggio di una persona che non ha mai amato. Sono stata danneggiata e purtroppo in questi anni non sono stata solo io a pagarne le conseguenze.



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