C'è chi ha paura dei ragni o dei serpenti.
Io ho paura delle scale e degli incubi dei pesci rossi.
Le scale sono una storia strana che mi porto dietro da quando ero bambina, gli incubi dei pesci rossi sono storia più recente. Davvero ho il terrore di passare il resto della mia, non so quanto, lunga vita in questa boccia in cui mi ritrovo a girare e girare.
Da alcuni punti di vista si può dire che io sia stata fortunata nel nascere in una grande città come la mia. Opportunità di lavoro, università prestigiosa, tante conoscenze e non le solite quattro del piccolo paesino.. che poi magari sono quelle più vere. Servizi, scelta, orizzonti. Però, però la boccia c'è.
Mi sento spesso dire che sono diversa dallo stereotipo di ragazza moderna, la quale, troppo spesso, può vantare la profondità di una pozzanghera.
Mi guardo attorno, osservo e critico. Leggo e divoro libri. Mi piace la buona e vera Musica. Mi faccio un'opinione su questioni ben più importanti del nuovo tronista di uomini&donne. Mi piace parlare correttamente in italiano, vorrei lanciare la campagna "adotta un congiuntivo per Natale". Sono curiosa, non posso fare a meno di imparare.
Lo spicchio di mondo in cui sto vivendo non mi basta. Non mi basta più.
Io questo mondo voglio vederlo e scoprirlo. Non posso accontentarmi di quel che mi ritrovo, volente o nolente, sotto il naso tutte le mattine.
All'idea di vivere il resto dei miei giorni nello stesso posto, magari compiendo sempre gli stessi gesti, vedendo sempre le solite facce.. mi tremano le mani.
Mi sono iscritta in università dopo la laurea ormai quasi un anno fa, solo per avere un vincolo di almeno due anni che non mi facesse prendere il volo in un momento in cui era preferibile rimanessi ferma per motivi non proprio trascurabili. Mi sto seriamente impegnando per liberarmi di questo vincolo il prima possibile e spiccare un salto che mi porti via lontana dalla superficialità che mi circonda ed, in alcune sere, arriva quasi a soffocarmi.
No, c'è chi proprio non li capisce gli incubi dei pesci rossi.